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23/09/15

Come in un film horror

Basato su una storia vera!

E' ora di cena in una paesino sperduto ed è ora di cercare un ristorante "consigliato" da tripadvisor. Uso spesso tripadvisor, non credo al 100% di quello che leggo ma molti consigli, e specialmente le foto dei clienti, sono piuttosto indicative. 

Peccato che il locale è chiuso. Forse abbiamo trovato la giornata di riposo settimanale, o è chiuso per ferie. Non c'è nessuna indicazione sulla porta.

Bisogna trovare un'alternativa con una certa fretta perchè la fame si fa sentire. 

Poco lontano c'è un posto non troppo invitante, ma sembra l'unico della zona. Si prova.

Il locale è su un terrazzo illuminato, per salirci c'è una scala interna. L'insegna fa pensare a una cena a base di selvaggina o simili: "società della caccia - il fagiano".

Sotto le scale un signore ci guardava salire senza dir nulla come se fossimo alieni. Finite le scale appare il bar in stile anteguerra. Non vintage ma proprio vecchio (e sporco) con qualche insegna di birra e coca-cola qua e là. I due o tre clienti ci guardavano in modo strano. Erano tutti vecchietti che bevevano al bancone. Il barista invece era più giovane ma anche lui guardava in modo sorpreso. Credo di non avere le antennine verdi in testa, ma probabilmente tutti erano sorpresi di vedere dei "forestieri" nel loro locale sperduto e frequentato solo dai vecchietti del posto.

Chiediamo se è possibile mangiare, ma è stata una domanda quasi dovuta, era chiaro che in quel posto non cucinano. Forse una volta era un ristorante.., ma molto molto tempo fa. Veniamo indirizzati verso un ristorante ad alcune centinaia di metri da lì. A quel punto onde evitare di andare di nuovo alla cieca abbiamo preso la macchina e abbandonato il paese verso zone meno remote.




Raccontata così non sembra nulla di che, ma immaginarsi di essere trattenuti in quel bar, sedati macellati e cucinati per una "cena speciale" non mi sembra una cosa assolutamente impensabile, I film horror sono pieni di eventualità del genere... e in alcuni casi anche le pagine di cronaca nera dei giornali.





11/02/14

L'orco cattivo...

...e aggiungerei anche insensibile e cinico!!!

Chi sarà mai questo mostro? Sono io e credo che però nella propria riservatezza molti lo siano. Quanche giorno fa ho letto la notizia di un ristorante che ha decisono di vietare l'ingresso ai bambini nel proprio locale dopo una certa ora, per rendere più rilassante a chi non desidera sentire (nel bene o nel male) potenziali schiamazzi, urla, grida, pianti, richiami, ecc, ecc. Ottima scelta direi. Non si tratta di non tolleranza, dato che tutti siamo stati bambini, ma di creare un ambiente più tranquillo e piacevole per pesone che vogliono starsene in pace e non dover rischiare di appunto subure confusione non desiderata.

Questa è la premessa da cui prendo spunto. Viaggiando in aereo lo scorso fine settimana mi sono chiesto come mai le compagnie aeree non prevedano qualcosa del genere per i propri clienti. Ora in teoria è facile dire che bisogna adattarsi alla situazione e che i bambini sono così e che lo siamo stati tutti.... ma poi? Un volo anche corto di 1 ora e poco più con un bebè che frigna, che non smette un attimo di piangere, seduto in braccio ai genitori proprio di fianco a te? Così altro che cercarsi di rilassarsi, leggere, magari addormentarsi per quel poco che si può. Si è vincolati alle urla del bebè che avrà le sue buone ragioni per piangere ma non capisco perchè debbano diventare le ragioni anche degli altri. Sarebbe bello se in caso di bambini, mi riferisco a quelli che le compagnie aeree definiscono "infant" ci fossero dei posti riservati, magari in base a quant'è pieno l'aereo nelle ultime file, a un paio di file di distanza dagli altri passeggeri. Troppo politicamente scorretto?

Sarebbe bello. 


Così invece è una roulette russa ad ogni viaggio...

24/10/13

Treis Palmeiras

Lo avevo preannunciato nel post precedente ma lo avevo dimentico nel frattempo... prima di andare avanti con altro mi soffermo sul locale degno di nota dove ho pranzato a Tavira.

Non lo definirei un ristorante e nemmeno una trattoria vera e propria. E' qualcosa di ibrido tra un mensa e una trattoria. Il locale si chiama Treis Palmeras ed è aperto solo a pranzo (e questo l'ho capito dopo averci provato due sere di fila).

Adatto solo a chi piace il pesce arrosto e si accontanta di un posto molto molto semplice.

Enorme griglia fuori, e nel portico i tavoloni di legno lunghi, stile da pic-nic che si condividono anche con sconosciuti all'occorrenza. Non esiste menù. Ci si accomoda dove c'è posto e la cameriera viene a prendere le ordinazioni per le bevande. Per il cibo funziona così:

Insalata, pane, olive, patate lesse e bruschette vengono partate con il coperto... subito dopo arriva un vassoio di pesce arrosto di vario tipo e in abbondanza (sarde che sono tipiche da quelle parti, poi orate, spigole e altri tipi che non conoscevo), quando finisce arrivano le seppie grigliate... ma anche con la pancia che esplode si può chiedere il bis o avvicinarsi alla griglia e chiedere quale pesce si desidera. Quando si finisce viene portata una cesta di frutta mista sul tavolo e se si vuole su richiesta il caffè. 

Coperto, pane, bruschette, olive, insalata e patate lesse come antipasto e per accompagnare l'abbondante pesce grigliato, cesta di frutta, bevande e caffè per un totale di 13 euro a testa!!!

Lo so che raccontato così non sembra nulla di che, ma effettivamente la semplicità ormai è difficile da trovare in giro, spesso anche vecchie trattorie tendono a modernizzarsi e perdere la loro originalità, e poi vabbè cosa dire del prezzo? Nemmeno una pizza a quel prezzo...

Avrei potuto scrivere su tripadvisor, ma questo ristoranre ha già parecchie recensioni positive, la mia non aggiungerebbe nulla di nuovo. Beh, chiudo il post pubblicitario con una paio di foto:






28/03/11

NYC, la fine...

Non voglio essere monotono, di conseguenza devo limitarmi... su NYC ci sarebbe ancora molto da dire. Specie per come ho tentato di visitarla io.

Piccoli flash newyorkesi.

Little Italy: chiosco di cannoli siciliani venduti da commessa cinese (ormai il quartiere italiano è inglobato in quello cinese a quanto pare) . Non ho avuto modo di provarli in quanto poco prima mi ero ma ingozzato di torta di cioccolata e burro di arachidi dal nome (e non serve ulteriore commento) "chocolate e peanut butter bomb".

Guida spericolata del tassista messicano dall'aeroporto al centro di Manhattan... con tanto di zigzag, strombazzate di clacson e urla contro le altre macchine.

L'adesivo in praticamente tutti i bagni all'interno dei locali, bar, ristoranti che ricorda a tutti i dipendenti di lavarsi le mani  prima di tornare a servire... credevo non ce ne fosse bisogno di tale promemoria ma tant'è.

La grande abbuffata di ali di pollo e costatine di maiale arrosto, mi sono sentito Homer Simpson per 2 ore. Serata promozionale: per due ore ti portano quantità industriali delle 2 pietanze con caraffe di birra a volontà. Sui muri disegni che incitano a mangiare più carne... tutti in overdose di proteine dopo quella cena.

Le mance... tasto dolente per chi non è abituato a lasciarle, anche per semplice dimenticanza o per mancanza di abitudine. E' di fatto un obbligo, nella quantità non saprei cosa dire. La regola è che si lascia il doppio delle tasse (ebbene si, le tasse si pagano a parte: se pensi di pagare 10 dollari, magari sul conto c'e' scritto 11 perchè 1 dollaro è di tasse... di conseguenza 2 dollari dovrebbero essere lasciati di mancia. La proporzione è proprio questa: il doppio delle tasse). Poi ci sono le mance a forfait. Sei al bar, ordini una birra da 4 dollari lasci un dollaro sul bancone come mancia. I tassisti invece tendevano a trattenersi "d'ufficio" parte del resto...

L'immensità di alcune cose quali il bicchierone di coca-cola nei fast food, questo è risaputo ma vederlo con i propri occhi fa effetto. Il bicchiere grande farà 2 litri di bibita ad occhio e croce. Le insalate... forse conviene evitarle se si vuole star leggeri. un'insalata normale equivale a un'insalatiera più grande di quelle che comunemente si usano a casa x 4-5 persone. Ovviamente condita con tutto quello che viene in mente, e nella sciagurata idea si prendesse quella di pollo o tonno non è difficile trovarci 2-3 petti di pollo sminuzzati o non ho idea quante scatolette di tonno...

Le calorie... questo è strato, ma lo trovo estremamente utile. Spesso nei bar o nelle caffetterie esposti in bella vista a fianco ai prezzi dei prodotti c'era l'apporto di calorie. Allora prima di prendere un caffè da asporto da bere su una panchina sull'East River tra il palazzo dell'ONU e il ponte di Queensboro mi blocco e non ordino quello che avrei voluto prendere solo per sfizio. Ciambelle ripiene di crema e glassate di cioccolata a 300 calorie l'una (erano piccoline)... e credo che una tira l'altra ne avrei mangiare più di una. Beh, però ne ho mangiate in altre occasioni. Lo sfizio me lo sono tolto.

Ray ban: modello super bello... prezzo considerando il cambio col dollaro favorevole e il rimborso delle tasse per i turisti (che alcuni negozi praticano) molto conveniente. Ottimo acquisto dunque. La cosa strana è che sono Luxottica e Made in Italy... solo che in Italia sarebbero costati il doppio.

FINE. Se no più scrivo e più cose mi vengono in mente.

Vabbè, l'ultima cosa!!!! Un murale piuttosto strano con Che Guevara che indossava una t-shirt con il profilo di Mussolini...

11/11/10

La scelta



Premessa sulla scelta: nulla di vitale!!!

Scegliere il luogo dove mangiare in certi casi può far perdere parecchio tempo. Più opzioni sono disponibili più l'imbarazzo della scelta rende le cose difficili o impossibili. Invece in casi "estremi" è tutto semplicissimo: causa imprevisto si è fatto tardissimo e la fame si fa sentire alle 15.30 non avendo ancora pranzato. In questo caso non esisge dover scegliere ma si prende il primo posto che capita. fortunatamente non ci sono Mcdonald's o simili nei dintorni e la fortuna vuole che il primo ristorante sulla strada sia caratteristica trattoria scavata nella roccia lavica... e che alle 16.00 avesse ancora la cucina aperta. Bruschetta, trota arrosto con contorni vari di verdure la mia scelta per poi prendere il caffè nel paese successivo dopo averlo visitato.
Bella vita se durasse, anzi forse è meglio dire se fosse durata... la bozza del post è stata scritta poche ore dopo "la scelta" ma la pubblicazione è avvenuta a distanza di alcuni giorni. La vita normale è già ricominciata.