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14/09/15

Il contrario di "mammone"....

Già "mammone" col significato che intendo io sembra una parola inventata, anche se di uso comune. Figuriamoci trovarne il contrario. Una parola per definire l'eccessivo attaccamento dei genitori verso i figli... ossessiva paranoia mi pare esagerato, ma in alcuni casi mi pare che la strada si quella lì.

Premetto che non sono genitore, e che quindi non posso capire alcune dinamiche, ma sospettare che alcuni comportamenti parentali siano piuttosto esagerati è fuori dubbio.

In questi giorni sta iniziando la scuola... è normale che ci sia agitazione nelle case per i preparativi, in giro per le strade per accompagnare i bambini, e nelle strade intorno alle scuole con decine di genitori, nonni e parenti di varia gradazione che sono numericamente molti di più dei bambini che si apprestano ad entrare in classe (diciamo in media 3 adulti per ogni bambino). Anche qui diciamo che è tutto comprensibile, specialmente nei primi giorni...

La cosa strana è considerare così indispensabile fermarsi fuori dal recinto della scuola cercando di scrutare/spiare il proprio figlio attraverso le finestre o guardarlo nel cortile durante la ricreazione...



Come se non ci fosse null'altro da fare se non stare a contatto col proprio figlio, come se i tre mesi di vacanza precedenti con i figli in giro per casa non fossero mai esistiti e come se qualche ora di distacco quotidiano siano una partenza per il fronte. Mi piacerebbe capire se anche i bambini sono così, intendo se gli fa piacere, o se preferirebbero essere lasciati soli...ma  probabilmente sono troppo piccoli per capire la loro situazione di vittime dello stalking parentale.

11/02/14

L'orco cattivo...

...e aggiungerei anche insensibile e cinico!!!

Chi sarà mai questo mostro? Sono io e credo che però nella propria riservatezza molti lo siano. Quanche giorno fa ho letto la notizia di un ristorante che ha decisono di vietare l'ingresso ai bambini nel proprio locale dopo una certa ora, per rendere più rilassante a chi non desidera sentire (nel bene o nel male) potenziali schiamazzi, urla, grida, pianti, richiami, ecc, ecc. Ottima scelta direi. Non si tratta di non tolleranza, dato che tutti siamo stati bambini, ma di creare un ambiente più tranquillo e piacevole per pesone che vogliono starsene in pace e non dover rischiare di appunto subure confusione non desiderata.

Questa è la premessa da cui prendo spunto. Viaggiando in aereo lo scorso fine settimana mi sono chiesto come mai le compagnie aeree non prevedano qualcosa del genere per i propri clienti. Ora in teoria è facile dire che bisogna adattarsi alla situazione e che i bambini sono così e che lo siamo stati tutti.... ma poi? Un volo anche corto di 1 ora e poco più con un bebè che frigna, che non smette un attimo di piangere, seduto in braccio ai genitori proprio di fianco a te? Così altro che cercarsi di rilassarsi, leggere, magari addormentarsi per quel poco che si può. Si è vincolati alle urla del bebè che avrà le sue buone ragioni per piangere ma non capisco perchè debbano diventare le ragioni anche degli altri. Sarebbe bello se in caso di bambini, mi riferisco a quelli che le compagnie aeree definiscono "infant" ci fossero dei posti riservati, magari in base a quant'è pieno l'aereo nelle ultime file, a un paio di file di distanza dagli altri passeggeri. Troppo politicamente scorretto?

Sarebbe bello. 


Così invece è una roulette russa ad ogni viaggio...