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14/08/13

Gabbiani giganti

Per il post di Ferragosto ho deciso di pubblicare una vecchia foto, che giusto poco fa mi è capitato di ritrovare negli "archivi" e che ho anche inserito nel mio account di Flickr.

Non è certo una foto particolarmente bella... diciamo solo una foto-souvenir un po' folkloristica se cosi si può dire. Una delle mie ultime capatine in terra scozzese un paio di anni fa.

Da quelle parti, ci sono gabbiani giganteschi che si nutrono di schifezze di vario tipo... non era raro vedere gabbiano che vagavano fuori dai fast-food in cerca di avanzi, saccheggiare bidoni della spazzature per strada e anche avvicinanrsi minacciosi a chi consumava cibo per strada.

Si è avuta l'idea di ricordare alla gente di evitare di dar da mangiare ai gabbiani e di gettare nei cassonetti gli avanzi onde evitare situazioni stile "Uccelli" di Hitchcock...



23/01/13

Trilogia di Welsh

L'averci messo oltre un mese per finire di leggere un libro non è proprio segno che la sua lettura mi abbia entusiasmato molto. Mi riferisco a "Skagboys", l'ultimo libro di Irvine Welsh. Il prequel di "Trainspotting"...

A me le trovate commerciali non sono mai piaciute, ma alcune eccezioni le faccio quando penso che ne valga la pena, a prescindere. Probabilmente ho già accennato a questa mia tendenza in altre occasioni.

Insomma dopo "Traispotting" del 1993 e il sequel "Porno" uscito nel 2002, ecco nel 2012 uscire il prequel: "Skagboys" che ho appena finito di leggere. Non so se era indispensabile questo libro di oltre 600 pagine. Di fatto non ha una vera a propria trama. I personaggi sono già conosciuti quindi è facile inquadrarli e capirli; ciò aiuta ad immedesimarsi quel poco che basta per far scorrere meglio la lettura.




Che non c'è una trama vera e propria l'ho già detto e quindi non rovinerò la lettura a nessuno anticipando qualcosa. Primi anni 80 e Gran Bretagna sotto la Lady di Ferro, questa è l'ambientazione nella quale vengono descritte le ministorie dei personaggi poco più che ventenni. Il primo buco, l'assuefazione, le crisi d'astinenza, problemi familiari di vario tipo, con tanto degrado, violenza e volgarità senza fine ma anche colpi di genio e stereotipi (vedi anche quelle poche pagine ambientate in Italia). E poi la disperazione, la paura dell'AIDS in una Edimburgo degradata e tossica, la riabilitazione inutile e il finale di immaginaria "redenzione" dovuta alla situazione che porterà però a "Trainspotting"...

Non conoscendo l'autore sarebbe difficile scegliere un libro del genere. Forse non direbbe granchè. Sarebbe troppo sboccato e confuso. Avendo letto molti altri libri di Welsh invece e conoscendo "Trainspotting" e "Porno" però devo dire che aiuta a capire meglio qualche personaggio, o quantomeno a rendersi conto di come sono cresciuti e in che ambiente sociale.

Non mi ha entusiasmato la sua uscita, anzi si che mi entusiasmato ma già dalle prime pagine mi sono ricreduto un po'. Dovevo leggerlo però per completare le triologia con i precedenti due romanzi che a mio avviso sono insuperabili. 

Da questo post non si capisce bene se il libro mi è piaciuto, ma non importa qual è il mio parere, forse devo ancora capirlo. Però in tutti i libri di Welsh c'è un qualcosa di assurdo e affascinante che lascia ai lettori qualcosa in più di un nuovo e ricchissimo vocabolario di parolacce e di slang.

02/08/12

DELICATESSEN

Mentre scorrevo alcune foto di qualche anno fa, un po' per sistemarle e un po' anche per nostalgia a parte notare i vari cambiamenti fisici delle persone, nei tagli di capelli (e anche nei colore dei capelli) per esempio, non potevo non soffermarmi su una foto di uno dei "piatti" più ricercati della città di Glasgow e sconosciuto o quasi nel resto del Regno Unito... non credo sia possibile assaporare tale bontà altrove. 

Ho vissuto un periodo in Scozia, ormai è passato del tempo ma i ricordi restano lucidissimi... e poi con   un supporto fotografico è ancora più facile ricordare ciò che sto per descrivere.

Il MUNCHY BOX è un mostro in tutti i sensi... trattasi di kebab, patatine fritte, pollo fritto, insalata, varie ed eventuali della gastronomia indiana come il pakora il tutto in quantità abbondanti e coperto di salse a scelta. Il Tutto è raffinatamente posizionato in una scatola di cartone per la pizza da asporto, appunto il "box".

Quando assaporare questo piatto, o meglio quando affrontarlo? Solitamente la sera prima di tornare a casa dopo aver alzato un po' il gomito nei pub in modo da riempire lo stomaco e tamponare l'eventuale fame chimica da alcool. Nulla vieta ovviamente di mangiarlo a pausa pranzo però, magari dividendolo con uno o più colleghi ma sapendo che poi sarà dura ricominciare a lavorare. Essendosi trasformato in mito per chi ne sentiva solo parlare era dunque una delle cose che facevo provare a chi veniva a trovarvi.

Parlando del munchy box sto ricordando cose che avevo rimosso, ricordi alimentari... sempre "delicatessen" un po' particolari. Le "cheesy chips", ovvero le patate fritte ricoperte di formaggio cheddar grattato che sciogliendosi creava una gustosa crema; e poi questa cosa oscena per un italiano: la deep fried pizza che non trovo il modo di tradurre ma per rendere l'idea la descrivo: pizza margherita congelata immersa nella pastella per friggere e poi gettata nella friggitrice. No comment. 

Il fondo lo raggiunge però il deep fried Mars. Con lo stesso procedimento usato per la pizza si frigge la barra di cioccolata Mars. Questa cosa viene fatta su richiesta in qualsiasi negozio di takeaway ma io per fortuna non ho mai avuto l'occasione di assaggiarla. Ne ho solo sentito parlare...

E per concludere la foto del munchy box:


Ricordo che in quell'occasione fu comprato dopo un concerto, tornando a casa con un amico che era venuto a trovarmi. Un leggerissimo spuntino di mezzanotte. Ora ste cose non le vorrei nemmeno vedere da vicino... ma non posso rinnegare il passato.


20/12/10

A volte ritornano (post originale dicembre 2009)

Sto facendo tabula rasa dei vecchi post pubblicato nel mio vecchio blog, alcuni post li sto cancellando senza problemi ad altri ci sono affezionato. Questo è uno di quelli...


Nessun riferimento ai racconti di S. King in questo post, ma il titolo mi sembrava appropriato.... dopo una breve sosta torno a scrivere sul blog da un altro pc, seduto su un altro divano e da un altro Paese. Almeno venti gradi di differenza rispetto alla settimana scorsa, nebbia, cielo cupo e poche ore di luce durante il giorno... un'infinitá di ricordi che riaffiorano in ogni angolo, clima natalizio, shopping sfrenato, caos da grande cittá e tranquillitá del paese costiero. E poi le mie cose preferite: il kitch e il pacchiano estremo ovunque, dalle vetrine, alle decorazioni, agli abiti indossati dalle persone.

L'aria nebbiosa che profuma (ma per altri mi rendo conto potrebbe essere una puzza) di malto e luppolo in fermentazione nei dintorni di Duke street.

Tutto é familiare, tutto sembra non essere cambiato molto, ricordo perfettamente le strade, le direzioni e i locali, anche se analizzando meglio si nota che differenze sostanziali ci sono. Una delle mie caffetterie preferite sostituita da un take away giapponese,  il Borders é in chiusura, i negozi Virgin non esistono piú, un megastore di Apple al posto di un negozio di oggettistica su Buchanan, il BarFly chiuso e il Carling arena dove in passato ho assistito a fantastici concerti ha cambiano nome, ma é ancora lí con il nuovo logo della O2...

La multisala alla quale ero abbonato é ancora lí, il costo dell'abbonamento é lievitato del 35% in meno di 3 anni, non ho resistito ad entrarci. Il primo film che cominciava era "2012"... (certo potevo aspettare altro ma almeno gli effetti speciali erano pazzeschi).

E poi le cose piú personali: alcuni  miei oggetti ceduti in ereditá alla mia partenza ancora lá, funzionanti e utilizzati, dalla tv che sto guardando adesso - la BBC sta mostrando il nostro primo ministro colpito a Milano-  al pentolone (una vera e propria "callara") utilizzato per le mega spaghettate e gli stufati.

Devo fermarmi ora, approfitto della bella giornata (intendo che non piove) per una passeggiata un pó deprimente nei luoghi dove Ken Loach girò Sweet Sixteen, sperando di non essere aggredito da qualche "ned" come nel lontano 2005.