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22/03/14

Infezione - Evacuazione -Devastazione...

Chiusi un un edificio in periferia dove si stanno facendo degli esperimenti. Scoppia un'epidia incontrollata e lo strano virus attacca i presenti. Serve l'intervento dei militari per addestrare i superstiti ed aiutarli nell'evacuzione.
 
Gli infetti si riducono a zombi, feroci mangiatori di essere umani. Non lenti e goffi come quelli di alcuni film ma veloci e violenti. In base al loro stadio di evoluzione del virus (o per dirla breve, in base alla loro decomposizione fisica) hanno dei vari gradi di reattività agli stimoli e sono più o meno violenti e/o pericolosi.
 
Dopo aver visto alcuni infetti da vicino (in catene o chiusi in gabbia) per capire a cosa si andava incontro è giunta l'ora dell'addestramento con le armi e allenamento su percorsi militari, strusciando in cunicoli, saltando muretti, e zigzagando tra vecchi pneumatici.
 
Intanto la situazione sembra precipitare e gli zombi sono ovunque invadendo anche posti ritenuti sicuri e tra una missione per andare a ripristinare la corrente dall'altra parte dell'edificio, o per recuperare antidoti e armi, bisogno evitarli o sopprimerli.
 
Tutto al buio, tra urla strazianti e ombre inquietanti in movimento...
 
Durante una pausa in un posto sicuro si apre una porta improvvisamente ed entra il dottore che all'inizio ci illustrava il degenerare della situazione. Era trasformato in zombi e ricoperto di sangue.
 
Bisogna fuggire.
 
Si corre verso la porta opposta e fuori verso la salvezza!!!
 
Ecco qua, sono uscito di senno penserà qualcuno. Ho scritto l'ennesima bozza di sceneggiatura per un b-movie sugli zombi. Invece NO! È stata un'esperienza vera e reale di qualche giorno fa. Peggio ancora, ho vissuto questa esperienza. Devo essere pazzo davvero allora....
 
 
 
 
Ho partecipato a un "gioco" in realta', un misto tra mini rapprensentazioni, improvvisazioni, training militari e combattimento contro gli zombi. Tutto organizzato piuttosto bene e se non fosse stato per qualche piccola pecca devo dire che e' stata una vera e propria esperienza di vita!
 
Location: Londra, periferia sud-est.
 
Una mia piccola perla personale, verso la fine delle oltre 3 ore passate in questa realtà fittizia mi sono trovato solo in una cella buia dove pensavo di rifugiarmi ma invece sono stato aggredito e sbranato. Volevo alzarmi e scappare ma mi veniva da ridere. Intanto qualcuno da fuori cercava di tirarmi fuori tirandomi per le caviglie, mentre altri volevano abbandonarmi perchè ormai ero contaminato...

27/01/11

post originale 18.09.2008

Stereotipi di vita rurale nei campi, contadini semplici, sempliciotti o decisamente tonti, dei veri e propri bifolchi. Lavorano e bevono... questo lo scenario nel quale è ambientato il film trash del 1987 della Troma di cui mi appresto a dare qualche cenno.

REDNECK ZOMBIES è un horror demenziale a basso costo, supersplatter e capolavoro del suo genere. Dato che non sembra esistere versione ufficiale italiana, il titolo resta l'originale americano ma tradotto letteralmente è: Zombi Bifolchi, un titolo tutto un programma! Poche parole sulla storia senza scendere nei particolari per non rovinare la possibile visione agli interessati (se mai ce ne fossero)!!! - Tre bifolchi preparano all'aperto il loro liquore artigianale quando un furgone in transito poco lontano perde il suo carico. Un bidone di scorie nucleari rotola giù, si apre e finisce in parte nell'intruglio alcoolico in via di preparazione. Qualsiasi cosa sia migliorerà il gusto, no? Provare per credere. Ed ecco - in un tripudio di effetti speciali - i corpi dei tre incoscienti trasformarsi in redneck zombies o, come dicevo prima, in zombi bifolchi. Cattivi e affamati di carne umana ma allo stesso tempo buffissimi. Lo splatter ha inizio... Come dice il trailer originale: in confronto a questo film 'Dawn of the dead' (ovvero 'Zombi') di Romero è Mary Poppins.

Vedere per credere!!!

28/10/10

Letture alternative


post originale 11/05/2010

(Sto riproponendo questo post in quanto sono alle prese con l'ordine su IBS del secondo libro sull'argomento dello stesso autore, il delirante e ironico "World war Z. La guerra mondiale degli zombi" che al momento risulta esaurito)

Tra virgolette passi della nota finale di Niccolò Ammaniti sul libro che ho finito di leggere l'altra sera: "Manuale per sopravvivere agli zombi" di Max Brooks (per la cronaca figlio di Mel). Non certo alta letteratura ma è un'ironica e apocalittica visione del mondo in cui questo sconosciuto virus, il Solanum, trasforma i vivi in non-morti... in zombie. Non è male da leggere, specie se si è appassionati di film horror in quanto è un sunto onnicomprensivo di tutti i film sugli zombie visti sinora, scritto come un vero manuale di sopravvivenza con consigli pratici per difendersi...
"E' strano come da noi sia tutto iniziato per un tacchino importato clandestimente da Berlington, Vermont. Quel maledetto pennuto comprato in un mercato di Chieti dalla signora Cafiero Annamaria è stata la causa originaria del risveglio dei morti, che in definitiva ha sterminato circa 50 milioni di italiani".
"Un tacchino di sei chili, ricoperto di olio, sale, pepe e rosmarino accerchiato di patate e cipolle si è rianimato in un forno a 180 gradi ed è schizzato fuori. Trascinandosi sui moncherini e agitando le alette abbrustolite, sprizzando olio e grasso, ha attaccato la famiglia Cafiero che ignara guardava la televisione nel soggiorno. Dopo circa tre ore il signor Antonio Cafiero, sua moglie, i due piccoli Dario e Giovanna e il tacchino barcollando ed emettendo vagiti impressionanti hanno aggredito i Furlan, loro dirimpettai. Ma forse questa è solo una delle tante leggende che si raccontano tra i sopravvissuti barricati nelle cantine per spiegarsi l'origine dell'apocalisse".
"Io sono qui, solo e affamato, chiuso nel bagno di casa mia. Stringo in mano una doppietta carica. Mia moglie Marisa, morta cinque giorni fa, continua a grattare e sbattere contro la porta su cui ho inchiodato delle assi. E quei lamenti che emette quasi mi commuovono. In vita sua non mi ha mai desiderato così. Non so chi reggerà più a lungo, io o la porta. Sono pronto. Ho letto il manuale. Le sparerò in faccia".