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20/07/12

Il cattivo dei film

Praticamente è sempre così. La prima notizia del giorno è sempre qualcosa di agghiacciante... una bomba su un autobus di turisti, una calamità naturale o un pazzo che si mette a sparare in un cinema in Colorado...

E su quest'ultima mi soffermo un attimo perchè leggendo alcuni articoli  mi sembra che siano stati forzati alcuni aspetti della questione. Si vorrebbe far intendere che la sparatoria di Denver sia  stata causata dal solito matto che ha emulato un personaggio di un film. Ci si è soffermati soltanto sul fatto che lui indossasse una maschera antigas simile a quella del cattivo del nuovo (ed ennesimo) film di Batman (The Dark Knight Rises) ovvero Bane/il Flagello. Dunque facendo supporre che questo individuo si sia lasciato influenzare da un personaggio cattivo di un film e abbia fatto strage. La colpa sarebbe del film capace di causare tale immotivata violenza. 


Non si è spiegato, o non si è fatto notare che gli americani sono molto pittoreschi in certi aspetti. La maggior parte delle persone in sala per la prima di Batman era vestita in modo da emulare i personaggi dei fumetti ma non per questo erano pericolosi, anzi si sono trasformate in delle povere vittime.

Da qui si è cominciato a ricamare storie su storie sulle eventuali (e in certi casi sicure) influenze negative dei film. Ovviamante si è partiti da Arancia Meccanica di Kubrick, citando vari altri film fino ad arrivare a Natura Born Killer di Stone... È colpa dunque di certe produzioni cinematografiche se accadono queste cose. Si è individuato il colpevole. 

La soluzione probabilmente è un futuro di cartoni animati della Disney. Un modo perfettettamente ovattato fatto di panna e fragole.... se poi cose del genere continuassero ad accadere non saprei a chi dare la colpa.

23/03/11

La grande mela

Tutto è stato organizzato per sbaglio, e quasi per caso... ma poi tutto ha preso piede nel migliore dei modi. Sin dall'inizio partivo con i piedi di piombo per vari motivi: prima di tutto per le modalità di ingesso negli USA, la richiesta del passaporto elettronico (che già avevo), e la schedatura delle impronte digitali e della fotografia in frontiera. Poi sicuramente per motivi "politici" (senza scendere nei particolari) e per la poca attrazione storico-culturale rispetto a qualsiasi altro posto al mondo.

Beh, dopo averci passato qualche giorno devo ricredermi. Non si vede nulla di diverso da quello che ci si aspetta, è esattamente come nei film o nei TG. Tutti i posti sono bene o male conosciuti, visti e rivisti nel tempo, sembra quasi di esserci già stato. A parte le cose più turistiche, grandiose nella maggior parte dei casi la cosa che mi ha colpito di più è stata l'apoteosi del superfluo, del consumismo, del gigante e del pacchiano... le americanate insomma.  Sono cose da vedere e da vivere.

Esempi ce ne sarebbero a bizzeffe ma mi limito ai tre casi più clamorosi: il negozio della m&m, quattro piani di caramelle e gadget a Time Square. La fila di centinaia di metri per entrare nel negozio della Apple in occasione del lancio dell'i-pad2... e ancora un negozio a Time Square, un Toys R Us enorme con tanto di ruota panoramica funzionante all'interno, grattacieli in Lego, e l'angolo della cioccolata Wonka.


to be continued