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10/01/15

Prove di soppravvivenza

Non seguo spesso i programmi televisivi ma se sono solo a casa la tv è spesso accesa. Cerco di evitare le cose peggiori tra cui i reality di vario genere, i talent show e programmi vari che si spacciano per talk show o che spettacolarizzano in modo osceno fatti di cronaca.
Mi precludo dunque gran parte dell'offerta televisiva (per mia fortuna), però guardo con piacere i programmi di soppravivenza, li considero dei documentari. Se li considerassi dei reality il mio cervello mi impedirebbe di seguirli.
Tutta questa premessa non è per parlare di tv, o di palinsesti televisivi ma per una cosa molto più terra terra...
Ho ricevuto in regalo un sigaro e nonostante non fumi, volevo provarlo. Ora come si accende una sigaretta lo so, il sigaro è poco più impegnativo ma è all'incirca uguale. Certo col vento dell'altra mattina però era quasi impossibile. Prima di entrare in ufficio, nel tragitto dal parcheggio al portone ho tentato in tutti i modi ma l'accendino non riusciva a tenere la fiammella accesa nonostante provassi a coprirlo.
Solo dopo essermi procurato una bolla sul pollice della mano destra per il troppo sfregare sull'accendino ho trovato un angolo dove il vento non arrivava e sono riuscito ad accedere il sigaro.
Mezzo se l'è fumato il vento.
Cosa c'entra la tv con il sigaro?
Nella soppravivenza mostrata in tv spesso e volentieri si vedono le tecniche per accendere il fuoco in situazioni estreme e senza i mezzi appropriati. Sempre ci riescono e sempre si scaldano o cucinano con quel fuoco. Io invece non sono riuscito ad accendere un sigaro con l'accendino!!!
In una situazione di soppravivenza morirei di freddo e mangerei cose crude probabilmente.

17/03/12

Sono un veggente?

Il 22 giugno del 2011, nove mesi fa esatti pubblicai un post dal titolo "il solito...".

Parlavo di un certo tipo di film a basso costo e della loro discutibile originalità. Vorrei riproporlo, almeno in  parte; poi si capirà il perché. Magari chi mi legge da tempo si ricorderà di cosa parlavo: horror con telecamere a spalla, falsi documentari e così via.

Il solito gruppo di amici, la solita troupe televisiva, l'esorcista imbroglione, la documentarista di una rete televisiva, un mostro che distrugge New York e chi più ne ha più ne metta. ne ho visti tanti negli ultimi anni, e molto spesso mi sono piaciuti. Le storie sono semplici ma interessanti e poi c'è sempre quel minimo di suspense. Ormai però l'originalità o presunta tale di questo tipo di film mi sta stancando. E' più il fastidio di vedere solo immagini buie e tremolanti piuttosto che  seguire la storia che anch'essa è scontata o quasi.

Quando uscì uno dei precursori del genere, "the blair witch project"  rimasi veramente molto colpito. Probabilmente lo furono anche coloro che videro un altro film, forse il primo del genere, venti anni prima ovvero "cannibal holocaust". Film discutibili ma geniali....

Tutti gli altri film sulla  falsa riga di questi sono copie più o meno ben (o mal) riuscite. Il problema, dal mio umile punto di vista, è quasi esclusivamente l'originalità: quasi sempre si tratto del ritrovamento di filmati girati da persone sparite mentre erano in procinto di girare un film, un documentario o un reality... Se una persona che non avesse mai visto un film del genere e guardasse "l'altra faccia del diavolo" oggi al cinema non capirebbe cosa intendo dire, ma lo farebbe sicuramente nei prossimi mesi, appena verrà proposto l'ennesimo film copia.




Ora non mi sentirei di dire che tutto è la solita aria fritta, ma mi sembrerebbe il caso di proporre qualcosa di diverso che la gente si stanca... Nonostante alcune scene potevano far sobbalzare sulla poltrona, io mi aspettavo pressoché tutto, a parte forse il finale così.  Comunque non voglio criticare questo film, che non è stato nemmeno male... è qualcosa di più generale verso all'eccessivo sfruttamento e promozione di un certo genere di film, oltretutto presentati come capolavori cult.

Ecco, ho finito il post. Mi sono auto-citato o auto-plagiato.. non ho fatto altro che copiare il post e modificarlo di qualche parola. In realtà se non cambiare il titolo del film a cui mi riferivo nove mesi fa con quello attuale non ho modificato pressoché nulla. Ciò fa di me un veggente?