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09/11/11

Polonia 2

La giornata tanto attesa è cominciata prestissimo... alle 7.20 ero già nella stazione dei bus in cerca di informazioni per raggiungerOświęcim, per la visita ai campi di Auschwitz e Birkenau. Tantissime agenzie organizzano escursioni in bus ogni giorno, ma avevo piacere di sbrigarmela da solo cercando di arrangiarmi, il che è anche un buon modo per guardasi meglio intorno, fare più attenzione ciò che si vede, interagire per chiedere informazioni ed evitare di perdersi o sbagliare qualcosa. Avevo letto di minibus che portano direttamente ai campi, ma pensavo che fossero facilmente indicati invece non è proprio intuitivo muoversi ed informarsi tra le banchine della stazione dei bus di Cracovia. Comunque alle 7.50 ero in partenza su un minibus di una compagnia privata, e alle 9.10 ero all'ingresso del campo di Auschwitz. L'ingresso è gratuito e la visita è libera entro le 10, dopodiché bisogna aggregarsi a qualche gruppo con la guida.  C'è subito la barra con la famosa insegna in ferro "arbeit macht frei"...  e poi tra recinzioni in filo spinato e torrette di controllo si comincia la visita tra gli edifici e in alcuni edifici adibiti a museo. Non scendo nei particolari dato che sono cose conosciute, e che probabilmente si può fare a meno di un'ulteriore descrizione dei campi. Dopo oltre 2 decido di andare a visitate l'altro campo. Anche in questo caso le informazioni reperite su internet non erano molto precise: il campo di Birkenau dista solo 2-3 km e c'è un bus gratuito che fa da navetta. Peccato che non siano molto frequenti. avrei dovuto attendere oltre 1 ora, camminando ci avrei messo circa lo stesso tempo... ma la stanchezza e alcuni acciacchi fisici non mi hanno permesso di fare questa scelta. Alla fine ho deciso di prendere un taxi che per circa 3 Euro e non più di 5 minuti di tragitto mi ha portato a destinazione.

Il campo di Birkenau è immenso e desolato... a differenza si Auschwitz che è più raccolto e circondato da verde e alberi a Birkenau quello che mi ha colpito è stata la sua estensione e le decine e decine di baracche visibili in tutte le direzioni, e poi ovviamente il tracciato ferroviario che portava fin dentro al campo, a pochi metri dalle baracche e a quel che resta dei forni. Un posto che dà in brividi...

Conosco altre persone che hanno visitato campi di concentramento in passato, l'impressione è comune a tutti: posti emozionanti da visitare, interessanti, che svegliano o risvegliano qualcosa all'interno... non mi viene in mente nemmeno un aggettivo adatto, ma mi associo a tali definizioni. A parte questo non mi ha lasciato nessuna particolare sensazione di malessere come accade a molti e questo me lo spiego col fatto (cinicità a parte) che probabilmente essendo posti visti in tv e/o al cinema da sempre, lette e studiate ci si sente abituati, come se fosse una cosa metabolizzata e poi la differenza tra il "bianco e nero" e il freddo invernale polacco a cui probabilmente si associano questi posti si contrapponevano al cielo azzurro di una mite giornata autunnale... le sensazioni possono essere influnzate anche da ciò credo.

Con questo chiudo la serie dei post "polonia"... magari ci tornerò prossimamente per aggiungere qualcosa ma le cose più importanti le ho già scritte. Mi spiace non aver potuto inserire nessuna foto, ma per motivi di tempo non sono riuscito a scaricarle. Probabilmente lo farò nei prossimi giorni.

08/11/11

Polonia 1

Avevo accennato che sarei tornato a scrivere al rientro da un breve periodo di vacanza. Più che una vacanza vera e propria di quelle passate a far chissà che  si è trattato di stare a casa qualche giorno, cercando un po' di relax... Abusando di cibo casalingo, caffè, aperitivi e simili. Approfittando per sistemare qualche carta, incontrare amici che non vedevo da tempo, insomma cose così. Per scelta sono rimasto lontano dal computer per parecchio tempo, solo il minimo indispensabile ma ora eccomi di nuovo qui....

La prima parte della vacanza è passata semplicemente così come appena descritto, la seconda invece è stata piuttosto impegnativa e stancante, ma ne è valsa la pena. Approfittando della bassa stagione e dei prezzi più che convenienti (grazie all'odiata/amata ryanair) avevo già da tempo programmato un weekend a Cracovia, a dire il vero erano anni che ci pensavo ma per motivi logistici è sempre stato impossibile andarci. Questa volta invece sono riuscito nell'intento.

La mia conoscenza della città era piuttosto scarsa, ma non è stato difficile informarsi su internet e avere dritte importanti da alcune colleghe polacche. L'impatto con la Polonia non è stato "traumatico" come credevo, è proprio vero che viaggiando in aereo si perde l'essenza del vero viaggio. Si atterra in un aeroporto che è simile a quelli di qualsiasi altra città, si prende una navetta per andare in centro ed è fatto... però questa volta il tempo di fare in modo più complicato non lo avevo proprio. Unica difficoltà è stata la comunicazione, nonostante quasi tutti parlino inglese non è una regola fissa e a volte cercare le informazioni corrette non è stato semplicissimo, specie alla stazione dei bus da dove partono bus di varie compagnie in modo un po' confuso e con informazioni sono il polacco. Comunque a parte questo, che fa parte dell'esperienza, tutto perfetto e anche il tempo è stato dalla mia parte, nonostante il timore di trovarmi nel bel mezzo dell'inverno continentale...

E' stato molto interessante fare una visita guidata del quartiere operaio Nowa Huta, una città nella città voluta da Stalin durante il regime comunista. Un'enorme acciaieria.... questo lo copio da wikipedia: Nowa Huta significa Nuova Acciaieria: il quartiere era sorto per rappresentare il prototipo della nuova città comunista, con ampi viali, edifici monumentali in stile social-realista e molti spazi verdi. La cosa interessante è stata fare il tour con una piccola agenzia privata, che ci ha scarrozzato per le via di Cracovia fino alla meta su una vecchia Trabant con sosta in un bar d'epoca arredato esattamente come poteva esserlo 30 o 40 anni fa... e dove mentre la guida ci spiegava la nascita dell'acciaieria, le visioni di Stalin e la vita nel periodo comunista io sorseggiavo una birra gentilmente offerta. Ora non per fare pubblicità, ma nel caso qualcuno fosse interessato questo è il sito dell'agenzia: http://www.crazyguides.com/ organizzano anche altri tipi di tour, ma effettivamente girare in Trabant a Nowa Huta ha il suo perchè.


devo interrompere ora ...la seconda parte a breve.