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23/08/14

Pazzie di fine Agosto...

Ebbene si, la mia salute mentale vacilla... e con oggi ho raggiunto il punto di non ritorno. In vista dell'imminente visita a casa dei miei genitori mi sono dato alle pulizie alternative, di quelle proprio che io ho sempre evitato di fare ma non perché viva in un porcile ma semplicemente perché alcune cose le considero superflue...

Ho comprato il prodotto per pulire le fughe tra le mattonelle del bagno e della doccia che ultimamente si erano vagamente annerite. Il tutto onde evitare ogni tipo di critica (anche costruttiva) o che poi decidessero di farlo loro, facendomi sì un favore ma umiliandomi inconsciamente. 

Il tutto è solo frutto delle mie turbe mentali, magari sarebbe andato tutto liscio e poi a dire il vero non avrei ricevuto nessun commento negativo, dopotutto la casa è in affitto e non so nemmeno per quanto tempo ci resterò.... quindi è anche uno spreco fare certi lavori raffinati.  Ho messo però le mani avanti, non si sa mai.

Anni fa, ricordo che questa cosa di pulire lo spazio tra le mattonelle era considerato un segno paranoico di estremo ed esagerato attaccamento al vivere dentro una casa bianca e linda come una bomboniera... ora ci sono cascato anche io.


09/11/11

Polonia 2

La giornata tanto attesa è cominciata prestissimo... alle 7.20 ero già nella stazione dei bus in cerca di informazioni per raggiungerOświęcim, per la visita ai campi di Auschwitz e Birkenau. Tantissime agenzie organizzano escursioni in bus ogni giorno, ma avevo piacere di sbrigarmela da solo cercando di arrangiarmi, il che è anche un buon modo per guardasi meglio intorno, fare più attenzione ciò che si vede, interagire per chiedere informazioni ed evitare di perdersi o sbagliare qualcosa. Avevo letto di minibus che portano direttamente ai campi, ma pensavo che fossero facilmente indicati invece non è proprio intuitivo muoversi ed informarsi tra le banchine della stazione dei bus di Cracovia. Comunque alle 7.50 ero in partenza su un minibus di una compagnia privata, e alle 9.10 ero all'ingresso del campo di Auschwitz. L'ingresso è gratuito e la visita è libera entro le 10, dopodiché bisogna aggregarsi a qualche gruppo con la guida.  C'è subito la barra con la famosa insegna in ferro "arbeit macht frei"...  e poi tra recinzioni in filo spinato e torrette di controllo si comincia la visita tra gli edifici e in alcuni edifici adibiti a museo. Non scendo nei particolari dato che sono cose conosciute, e che probabilmente si può fare a meno di un'ulteriore descrizione dei campi. Dopo oltre 2 decido di andare a visitate l'altro campo. Anche in questo caso le informazioni reperite su internet non erano molto precise: il campo di Birkenau dista solo 2-3 km e c'è un bus gratuito che fa da navetta. Peccato che non siano molto frequenti. avrei dovuto attendere oltre 1 ora, camminando ci avrei messo circa lo stesso tempo... ma la stanchezza e alcuni acciacchi fisici non mi hanno permesso di fare questa scelta. Alla fine ho deciso di prendere un taxi che per circa 3 Euro e non più di 5 minuti di tragitto mi ha portato a destinazione.

Il campo di Birkenau è immenso e desolato... a differenza si Auschwitz che è più raccolto e circondato da verde e alberi a Birkenau quello che mi ha colpito è stata la sua estensione e le decine e decine di baracche visibili in tutte le direzioni, e poi ovviamente il tracciato ferroviario che portava fin dentro al campo, a pochi metri dalle baracche e a quel che resta dei forni. Un posto che dà in brividi...

Conosco altre persone che hanno visitato campi di concentramento in passato, l'impressione è comune a tutti: posti emozionanti da visitare, interessanti, che svegliano o risvegliano qualcosa all'interno... non mi viene in mente nemmeno un aggettivo adatto, ma mi associo a tali definizioni. A parte questo non mi ha lasciato nessuna particolare sensazione di malessere come accade a molti e questo me lo spiego col fatto (cinicità a parte) che probabilmente essendo posti visti in tv e/o al cinema da sempre, lette e studiate ci si sente abituati, come se fosse una cosa metabolizzata e poi la differenza tra il "bianco e nero" e il freddo invernale polacco a cui probabilmente si associano questi posti si contrapponevano al cielo azzurro di una mite giornata autunnale... le sensazioni possono essere influnzate anche da ciò credo.

Con questo chiudo la serie dei post "polonia"... magari ci tornerò prossimamente per aggiungere qualcosa ma le cose più importanti le ho già scritte. Mi spiace non aver potuto inserire nessuna foto, ma per motivi di tempo non sono riuscito a scaricarle. Probabilmente lo farò nei prossimi giorni.