16/09/11

Estremo sud (anzi sud-ovest)

Dopo la giornata precedente che (nonostante le distanze non fossero estremamente lunghe) è stata trascorsa perlopiù on the road, è tempo di essere leggermente più statici e rilassanti. Quindi il programma è quello di visitare i dintorni di Penzance, tutto nel raggio di pochi chilometri o miglia se si preferisce.

Il programma prevedeva di uscire presto e tentare di andare sull'isolotto di Sait Michael, di fronte il paesino di Marazion. E' la versione inglese e in dimensioni ridotte di Mont S. Michel in Francia. Con la bassa marea si può raggiungere l'isola a piedi sul viottolo di pietre camminando una distanza che stimo essere di circa 300 metri, o poco più. Con l'alta marea l'isola è raggiungibile con le barchette dei pescatori che fanno la spola continua.

Questa è stata l'unica giornata in cui il tempo è stato brutto, almeno nelle ore inziali della mattina. Cielo grigio, vento, pioggia... ma quando si viaggia io preferisco farlo e basta. Se dovessi essere vincolato sempre dal tempo quante cose non farei o non avrei fatto. Così la visita a Saint Michael è stata piuttosto "umida". Prima mi sono bagnato camminando dal parcheggio fino al sentiero costiero con la pioggia (ovviamente ho preferito parcheggiare appena fuori paese per vivere meglio lo sfondo pittoresco), poi con il vento umido di salsedine sulla spiaggia, e infine con le onde dell'alta marea che stavano sommergendo il viottolo di pietre... anche le barche non partivano a causa del maltempo. Basta prendere tutto con filosofia... e comunque il posto è stato bello da vedere. Lasciandoci dientro Marazion, giusto per rispettare la legge di Murphy, il tempo migliora e nonostante il sole non sia uscito nel vero senso della parola il resto della giornata è stato perfetto per fare ulteriori visite.

Un'altra delle mie mete scelte da tempo, ma piuttosto isolata (per non dire sperduta) era il "Men-An-Tol", ovvero una roccia preistorica, scolpita in modo rotondo a forma di... mi viene in mente una ciambella, o una fetta di ananas. E' nel mezzo di una strada di campagna che collega alcuni centri minori. Nulla intorno ad eccezione di qualche cascina e animali al pascolo. Si parcheggia sul bordo della strada e si cammina per una quindicina di minuti seguendo un sentiero ed ecco comparire il sito. Un piccolo spiazzo nella radura con questa composizione di rocce: due in piedi di forma allungata e al centro quella rotonda. Dalle foto viste prima della partenza pensavo che fossero molto più grandi... I soliti misteri avvolgono la creazione del Men-An-Tol e il suo utilizzo è ignoto. Pare che in epoche più moderne fosse utilizzato anche per guarire dalla TBC, passandoci dentro 3 volte. Beh, io ho provato una volta, magari sarò immune dal mal di gola per il prossimo inverno. Anche qui sembrava di essere in un posto magico e suggestivo, sembrava che mi spiassero i folletti,  li sentivo bisbigliare... ma sarà stata suggestione ;)

Poco dopo si raggiunge S.Just, paese poco lontano da Lands End dove c'è il promontorio di Cape Cornwall. Ci si arriva in macchina seguendo una strada strettissima in discesa. Parcheggio libero, sentieri indicati ma piuttosto selvaggi. Scogliere, faraglioni, case dei pescatori, nasse accatastate, il faro sullo sfondo e Lands End sulla sinistra. Mi ripeterò ma i paesaggi visti da quelle parti sono stati tutti stupendi e simpatica sorpresa inoltre sono state le foche che galleggiavano tra le onde e tenendo il muso fuori dall'acqua. Nonostante la distanza e grazie al teleobiettivo ne ho fotografata qualcuna. Probabilmente tra i vari "capi" visitati questo è stato il più bello, inoltre era inaspettato in quanto ci siamo arrivati per caso consultando la mappa all'ultimo momento. 

E' ora di rientrare a Penzance approfittando per fare un giro in centro prima che chiudano i negozi e anche per una sosta in un pub tipico arredato alla "piratesca", con polene, attrezzature da marineria in disuso e simili. E' una locanda storica che ci è stata suggerita dal gestore del B&B. Poi altro pub (il Dock Inn) per la cena a base di pesce (non il solito fish&chips) ma un tris di filetti di pesce locale alla griglia... ottimo piatto del giorno e inoltre gradita sorpresa nonostante quella sera giocasse l'Inghilterra nel pub suonavano dal vivo!


Marazion/S.Michael

Men-An-Tol

Foca a Cape Cornwall

Cape Carnwall/S.Just

Penzance/Admiral Benbow


14/09/11

Verso Sud... dove finisce (o inizia) la terra

Si lascia Tintagel direzione sud. La meta è Land's End la punta più occidentale del Regno Unito, con soste lungo il percorso. Soste non programmate ma da fare in base a quello che offre il tragitto e l'ispirazione del momento. 

Quindi ci si ferma per caso a Portreath per una breve passeggiata, non c'è granché se non il porticciolo a la spiaggia frequentata da surfisti. In passato era un importante porto merci per le miniere di carbone della zona... Si continua sulla strada costiera e ci si ferma sulla "bocca del dell'infermo", ovvero Hell's Mouth e le sue spettacolari scogliere che è possibile ammirare camminando lungo i sentiero che collega i paesi della zona. Descrivere il posto sarebbe riduttivo, così come lo sono le foto... per cambiare aggettivo posso dire che il posto è maestoso. 

La sosta successiva è nella cittadina di S.Ives. Posto frequentatissimo dai turisti e infatti per la prima volta in Cornovaglia mi è sembrato si essere in un posto "affollato". Spiagge, scogliere, faro, porticciolo, la bassa marea che permetteva di camminare tra le barche arenate, fantastici pub, negozi e botteghe tradizionali, gente di tutti i tipi... per la  cronaca a S. Ives è nata Rosamunde Pilcher ed è dove ha ambientato alcuni dei suoi romanzi.... oddio, io non dovrei conoscerli ma mi è capitato di vedere i film che passavano in tv nei pomeriggi estivi.

La meta finale della giornata viene raggiunta poco dopo, verso le 16.30 si arriva a Land's End. Giusto in tempo per pagare 5 Sterline per il parcheggio che dalle 17.00 diventa libero... ma questo l'ho scoperto dopo.   Land's End è il posto dove finisce la terra prima del mare aperto, oppure dove inizia la terra inglese e la sua notorietà è basata proprio su questo concetto tipicamente britannico.

Non ho mai visto un posto così sfruttato turisticamente e commercialmente. In teoria è solo un promontorio, con vista totale del mare in praticamente tutte le direzioni, e il faro sulle scogliere un paio di chilometri più avanti... Gli inglesi sono stati capaci di costruirci una sorta di centro commerciale/parco dei divertimenti in miniatura che nonostante mi aspettassi molto peggio dai racconti di chi c'era stato prima di me non è certo un buon accoppiamento con la natura circostante. Inoltre il famoso segnale con le indicazioni delle distanze non può essere avvicinato se non si paga il fotografo ufficiale (qualcosa come 7 sterline per una foto piccola)!!! e i sentieri costieri (bellissimi comunque) sono eccessivamente segnati e indicati con corde di protezione, segnali di pericolo ovunque, non far questo non far quello.... insomma il posto è bello ma probabilmente non è più un posto "naturale", a differenza di molti altri visitati nella zona e che danno proprio una sensazione di essere persi nel nulla... Però è un posto da vedere, se si arriva così lontano non si può evitare di andare a visitarlo.

La giornata si conclude a Penzance dove abbiamo prenotato il B&B...

Alcune foto:

Portreath 

Hells Mouth

S. Ives

Lands End

12/09/11

Seconda tappa: Tintagel e dintorni

Giornata pienissima questa. Sveglia col sole e con una temperatura vicina ai 20°C, l'ideale per fare una lunga passeggiata sul sentiero costiero, tra scogliere, promontori e praterie, dopodiché visita ai resti del castello di cui accennavo nel post precedente. Nella tarda mattinata breve sosta nel centro del paese per vedere alcune botteghe tipiche e comprare qualcosa da mangiare e si parte in macchina... direzione Jamaica Inn.

Per il tragitto di circa 30 Km impieghiamo quasi 2 ore a causa di alcune "scorciatoie" poco raccomandabili che ci hanno fatto girare a vuoto nel nulla assoluto. Paesini di 4 case contate, pecore e mucche al pascolo, sterminate distese di verde, strade a una sola corsia (con piazzole per dare la precedenza in caso si incrocino altre macchine), anche un campo militare con aeroporto annesso completamente abbandonati e invasi da ovini... 

Quando riusciamo a raggiungere nuovamente la strada principale si tira un sospiro si sollievo, mai più scorciatoie nonostante i fantastici paesaggi visti per caso. 

Il Jamaica Inn è una locanda che si trova geograficamente a metà strada tra la costa ovest e est della Cornovaglia, un punto di passaggio obbligato per chi viaggiava, anche per chi contrabbandava... Negli anni 30 la scrittrice Daphne du Maurier passò di lì per caso, persa durante una tempesta e ne fu ispirata per un suo romanzo che porta lo stesso nome del locale. Successivamente Alfred Hitchcock girò un film ad esso ispirato. Le immagini del film di Hitchcock mostrano una locanda come forse era decine di anni fa, un posto cupo e mal frequentato, ora è una metà turistica con tanto di parcheggio, negozio di souvenir e ristornante self-service, museo del contrabbando... Queste cose a me erano già note, ma era comunque una metà importante e poi con la pioggia e la temperatura precipitata a 12°C una sosta in un pub è stata un'ottima idea, aspettando il bel tempo che per fortuna è tornato poco dopo. La Cornovaglia non è certo come i Caraibi, per bel tempo si intende che non piova.

Il giro in macchina continua verso Minions, un paesino a pochi Km di distanza noto per un sito preistorico con le "Hurles stones", un circolo di pietre alte non più di un metro e mezzo e poi il "Cheesewring" conformazioni di rocce naturali in cima a una collina, pubblicherò la foto in fondo al post altrimenti non saprei descrivere a parole. Questo è stato uno dei posti che  mi è piaciuto di più di tutto il viaggio. Silenzio, solo il rumore del vento, nessuno all'orizzonte e solo verde e nuvole minacciose. Immensa distesa di verde a 360°. sembrava di essere in un'altra dimensione. Di passaggio abbiamo visitato anche il "Trethvy Quoit", ovvero una sorta di "capanna" di rocce, probabilmente un antico luogo di culto o una tomba. Quanti misteri....

Alcune foto:


(tintagel castle)

(lost)

(jamaica inn)

(trethvy quoit)

(hurles stones)

(cheesewring)



10/09/11

Prima tappa: Londra - Tintagel (via Stonehenge)

La preoccupazione principale, come avevo già accennato, era quella della guida a sinistra. Problema superato nello stesso parcheggio della Europcar in pochissimi minuti... alcune cose probabilmente non si dimenticano. La seconda preoccupazione era l'autostrada e in particolare la M25, il raccondo di Londra da percorrere per un bel pezzo facendo attenzione al traffico e a non saltare la mia uscita. Tutto è andato benissimo anche grazie all'ottima segnaletica.

Dopo esattamente 3 ore dalla partenza da Stansted la prima sosta è a Stonehenge (c'era un bel traffico specialmente sulle strade minori). C'ero già stato una decina di anni fa, ma l'effetto non cambia. Si respira aria di mistero. Peccato che il sito sia a letteralmente pochi metri dalla strada e dal parcheggio e i rumori che ne provengono distraggono un po'. La visita nel sito e una passeggiata nella campagne circostanti (dove ci sono altri reperti preistorici come per esempio piccole colline che in realtà sono tombe, il resto è tutto verde e animali al pascolo, e ancora la strada in lontananza) sono indispensabili per riposarsi prima di riprendere il viaggio verso la Cornovaglia.

Altre 3 ore esatte e si arriva a Tintagel, paesino di 700 anime sulla costa ovest. L'unica strada che la raggiunge finisce su una scogliera e il nostro B&B è proprio lì, a 2 minuti a piedi dall'inizio della scogliera e dei sentieri costieri che di fatto uniscono tutti i paesi della zona per decine di chilometri a nord e a sud. Il paese è molto carino e tradizionale. Tra le sue attrazioni sicuramente il castello (dove si dice sia nato re Artù) che non è altro che un rudere su un'isolotto collegato alla terraferma da un ponticello, e l'ufficio postale più antico d'Inghilterra ormai trasformato in museo, poi c'è anche una bella chiesa su una collina sul mare poco lontano dal paese che il gestore del B&B ci ha consigliato di visitare.

E' già sera e la giornata si conclude con una passeggiata e una cena in un pub tipico, ci sono un paio di "inn" molto caratteristici e le visite sono rinviate alla mattina successiva... 

Ahh, mi sono dimenticato di scrivere che lungo la strada per arrivare a Stonehenge spesso si formavano ingorghi e ci fermava in colonna, la cosa positiva era che negli spiazzi c'erano venditori ambulanti di fragole, mirtilli e ciliege... diciamo che ho trovato un buon modo per passare il tempo nel traffico. 

Alcune foto della prima tappa:

(Stonehenge 1)

(Stonehenge 2)

(Tintagel 1)

(Tintagel 2)


09/09/11

Rientro a casa

Avevo detto che sarebbero stati solo pochi giorni, e infatti sono stato fuori esattamente sette giorni, viaggio e spostamenti inclusi. 

Prima di descrivere più nei dettagli farò una piccola introduzione. La metà finale del viaggio in Cornovaglia era Land's End, ovvero la punta più a est della Gran Bretagna con sosta al Jamaica Inn, locanda dove è ambientato il romanzo di Daphne du Maurier e dal quale Alfred Hitchcock prese spunto per un suo film negli anni trenta.

Ovviamente, considerando le distanze, le visite sono state ampliate in base ai luoghi di interesse più importanti e alle mie scelte personali come per esempio alcuni siti preistorici e scogliere con vedute mozzafiato... vedrò di ampliare le descrizioni nei prossimi giorni.

Ora mi tocca disfare la borsa e scaricare le fotografie, il che sarà compito difficile considerandone la mole.