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09/07/14

Fase 10 - L'ultima...

Come preannunciato concludo la serie delle "fasi" con l'ultimo post a riguardo, il decimo.

Avevo cominciato qualche settimana fa, anzi credo qualche mese fa, mischiando deliri personali alla botanica e al giardinaggio. Il risultato è che effettivamente si può confermare la mia teoria del "quel che semini raccogli" e che le piantine possono dare molta più soddisfazione degli umani (non serve aggiungere altro, immagino che ognuno avrà le proprie esperienze personali).

L'ultima fase riguarda la maturazione di alcuni dei peperoncini che erano già nati a metà giugno, da verdi sono diventati rossi... altri sono ancora verdi, ma nessuno gli corre dietro; e specialmente la raccolta del primo peperoncino che è stato immediatamente utilizzato per una spaghettata aglio olio e (appunto) peperoncino. 

Alcune foto celebrative dell'ultima fase, dalla pianta, alla padella alla pasta... 






Ora continuerò la racconta man mano che saranno pronti e poi quelli che non riuscirò a mangiare freschi verranno essiccati e utilizzati successivamente...

14/06/14

Fase 9

Un breve aggiornamento sui peperoncini... questa è la penultima fase, a questo punto immagino che la fase 10 sarà la conclusione di questa serie di post.

Non proprio una nuova fase questa bensì la semplice conferma che la crescita continua lenta ma costante e che ho due qualità differenti di peperoncini in fase di maturazione. Purtroppo ci sono delle piante che non hanno preso bene e sembrano un po' secche e spoglie... è un peccato perchè erano proprio quelle da cui sarebbero dovuti nascere dei peperoncini esotici (mi ero procurato i semi su ebay). 

Magari svilupperanno meglio nei prossimi giorni, ma intanto questo è il risultato attuale:







15/04/14

Fasi: quel che si semina si raccoglie?

Non mi sono perso, ho solo meditato per un po'. Il titolo del post è molto più introspettivo di quello che scriverò. Nessuna cosa personale, tipo la mia fase di meditazione prima di andare a vivere in un eremo, andare a mendicare o dedicarmi in modo integralista a qualche setta religiosa.

Che molte volte ho pensato che dia più soddisfazione parlare con i muri, o interagire con le piante non è un segreto. Tra periodi di alti e bassi in cui questo concetto astratto è diventato sempre più una certezza per me ho deciso di dedicarmi a questo esperimento botanico. (No, non sono impazzito... non del tutto almeno).

Per dimostrare a me stesso che la mia teoria è corretta... 

Fase 1: scelta della materia prima e acquisto online. 

(La materia prima non è altro che semi di peperoncino, delle qualità esotiche difficili da reperire altrimenti).

Fase 2: in attesa che passi il postino preparazione logistica
Fase 3: sistemazione della materia prima in base a delle semplici conoscenze di base

La logistica ha incluso anche l'acquisto e l'utilizzo di una piccola serra (15 Euro da Leroymerlin, senza esagerare dunque con le spese) per poter anticipare di qualche settimana la Fase 3.

Fase 4: ammirare i germogli e le piantine crescere quasi a vista d'occhio.... 

Al momento mi sono fermato qui. La Fase 5 ovvero il raggiungimento della fioritura non dipende completamente da me. Diciamo che bisogna pazientare un po' ma non la vedo una cosa troppo lontana nel tempo. Poi ovviamente sarà la volta della Fase 6. La nascita dei peperoncini.... Non so, forse mi toccherà aggiornare il post o scriverne una seconda parte. Vedremo.

Cosa ho voluto dimostrare a me stesso? La certezza empirica che un vegetale lo annaffi, lo esponi al sole, lo poti ecc ecc e non ti tradirà ne ti deluderà mai. Le cure che gli si danno sono ricambiate almeno nella soddisfazione personale di veder venir fuori qualcosa. 

Vogliamo confrontare una pianta di peperoncino con le persone? Non voglio essere pessimista ma l'esperienza mi insegna che non è possibile. Per le persone il detto "quel che semini raccogli" vale molto relativamente... spesso e volentieri non vale proprio. Io invece aspetto la raccolta di peperoncini che prima o poi arriverà.


17/03/13

C'era una volta un pinolo.

Ebbene si, c'era una volta un pinolo e ora invece c'e' un albero più alto di me...

Meglio fare un po' di chiarezza. Da bambino, stimo che potessi avere intorno a 10 anni, raccolsi dei pinoli da una pigna caduta in un parco vicino casa. Non so perchè, ma forse ispirato da qualche esperimento fatto a scuola con i fagioli e con le lenticchie, decisi di fare un'esperimento botanico personale, ovvero scoprire se da un pinolo potesse mai nascere una pianta così come era successo con gli altri semi.

Ebbene, la risposta è si!!!

All'inzio i pinoli germogliarono e pian piano spuntarono delle piantine, se non ricordo male ne erano cinque. Il loro posto è sempre stato in un vaso sul balcone. Le piantine sembravano avessere raggiunto la loro forma di alberelli nani, non come dei bonsai ma non crescevano più probabilmente per mancanza di spazio per le radici. Ma sono vissuti anni e anni, addirittuta a Natale sono stati anche addobbati "per le feste".

Avevo cominiciato ad avere una belle chioma di aghi verdi che però seccandosi, così come accade di solito, finivano a terra ma nel loro caso sul balcone... ma il vento li faceva volare in abbondanza dai vicini. Uno di loro ha protestato e alla fine è stata presa la decisione di spostare il vaso. In campagna appena fuori città, all'inizio si pensava ad una sistemazione provvisoria in un vado più grande ma poi gli alberelli sono finiti piantati in un angolo del terreno. Il che vuol dire probabilmente che resteranno per sempre là dove sicuramente staranno benissimo anche se mio padre mia ha detto che in caso dovessi mai avere una casa col giardino posso pensare di trasferirli da me. Bella idea. Solo che il problema è la casa col giardino, dato che per ora resterò in un monolocale, e secondo è che non vorrei traumatizzare gli alberi con altri spostamenti che potrebbero essere fatali.

(ho scritto al plurale e al singolare facendo un pochino di confusione, il fatto è che su cinque pinoli uno morì, gli altri quattro erano talmente vicini che si unirono tra di loro formando una sola pianta... o più piante saldate tra di loro. Ora credo che dopo i vari spostamenti ne siano rimaste solo due o tre unite tra di loro. Gli altri non hanno resistito purtroppo...)

Mi tocca puntalizzare ancora: questa piccola storiella degli alberi è inziata molti molti anni fa, e non avrei mai creduto di scriverne sul blog. Ora da quel giorno della fine degli anni 80 quando i pinoli furono piantati, fino ad ora ne è passato di tempo. Gli alberelli che io non ho più visto da quando erano ancora nel vaso appena dopo la prima "deportazione" ora sono diventati dei veri e proprio alberi alti circa due metri.

Sembrano godere di buona salute.  Appena mi sarà possibile li andrò a vedere.

Posto una fotografia, lo so è brutta ma non l'ho fatta io. Mi è stata inviata pochi giorni fa da mio padre che nel suo messaggio mi chiedeva se lo riconoscevo...